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Ministero della pubblica amministrazione

ISISS “P. GOBETTI - A. DE GASPERI”
Elizabeth Bennet.25 mar 2021 
Domani è sempre un giorno migliore perché siamo equipaggiati dell'esperienza di ieri e della curiosità dell'oggi, del futuro, del destino e di tutto quello che ne deriverà. Ho una voglia assurda di stritolare le mie nuove amiche, conosciute durante la pandemia e di fare un'ora di macchina per incontrare la mia migliore amica e dirle di persona quanto io sia fiera di lei e quanto io le voglia bene. Vorrei uscire e respirare l'aria fredda dell'inverno, non il calore della mascherina. Vorrei sdraiarmi in riva al mare durante il tramonto e aspettare che arrivino le stelle e la luna ad illuminare la notte. Vorrei sentire la puzza di smoking del centro di Rimini, sentire la puzza di sudore nello spogliatoio della palestra; pur di sentire qualche odore che non sia il mio triste respiro. Vorrei andare a sbattere contro uno/a sconosciuto/a in autobus e chiedergli scusa, continuando a scambiarci scambi fugaci per il resto dell'anno; senza poi concludere niente o rivolgerci la parola per il troppo imbarazzo. Mi manca mia nonna, hai una malattia degenerativa e sta gradualmente peggiorando, il covid la sta facendo sentire sempre meno bene e di seguito la sua malattia peggiora più velocemente. Da questo punto di vista non vorrei essere egoista, ma chi non lo è oggi come oggi? A volte, di notte, quando sono nel bel mezzo dei miei pensieri più profondi, penso a quanto vorrei essere in un posto isolato, dove non c'è nessuno a distanza di kilometri per poter urlare fortissimo. Vorrei urlare tutte le parole che non ho il coraggio di dire ai miei amici, ai miei genitori, agli sconosciuti e ai professori. Vorrei essere così imprudente da sbattere in faccia tutto quello che mi tengo dentro. Vorrei essere fatta così... ma semplicemente non lo sono. Sono la tipica ragazza nella media: frequento un liceo, vado bene a scuola, sono socievole e gentile, non metto mai a disagio le persone e sono la tipica compagna di classe a cui puoi sempre chiedere una mano, sapendo per certo che ci sarà sempre. Sono la ragazza che fa finta di essere alternativa per estraniarsi dalla massa. Sono la ragazza di cui nessuno conosce veramente niente, ma che tutti credono di conoscere bene. Ho tanti problemi, ma sono molto più brava degli altri a nasconderli. Sembro calma anche quando nella mia testa c'è un totale casino da farmi sentire così male da piangere, ma non lo faccio perché sono troppo debole anche per piangere. So che non c'è nulla di male in tutto questo, che è normale, che non devo preoccuparmi... in fondo lo so. Probabilmente è l'età o il covid (che mi ha cambiata sia in positivo che in negativo). Per non parlare del fatto che avrei un bisogno gigantesco di parlare con uno psicologo da tanti mesi, ma mia mamma dice che posso parlare con lei, che lo psicologo non è necessario. Ma se lei sapesse soltanto la metà di quello che mi passa per la testa non mi guarderebbe più con gli stessi occhi, e io questo lo so meglio di lei. Ma alla fine è lei a decidere per me ancora (cosa che non si dimentica mai di ripetermi), quindi dovrò accontentarmi delle note del mio telefono e di questa intensa mail.
Mi scusi per questo momento di sfogo, ma penso che io attendessi solo un messaggio del genere per liberarmi di questo enorme macigno che sentivo dentro. Spero di non aver approfittato troppo di queste sue cure verso noi studenti e che la lettura della mia mail le sia di aiuto in qualche modo. Non ho badato molto a come ho collegato i miei pensieri, mi sono preoccupata solo di averne scritti il più possibile di quelli che mi ronzavano in testa in quel momento. Spero che comprenda comunque, nonostante gli eventuali errori grammaticali (spero anche che non si offenda se scelgo di usare uno pseudonimo di un personaggio fittizio a me molto caro a cui mi sento particolarmente legata e che ammiro tanto; specifico che non lo uso perché mi sento anche solo vagamente al suo livello). La ringrazio per l'attenzione, mi scuso di nuovo per il disturbo e l'abuso di questo spazio di "sfogo" e l'orario in cui lo sto inviando, ma volevo fosse il più autentico possibile.

Buon proseguimento,
Elizabeth Bennet.
 
Anonimo18 mar 2021 
Ricordo epoche segnate da una gioia o da una spensieratezza senza confini, epoche che il ricordo ha trasfigurato filtrando e tagliando fuori ogni impurità, ogni momento di cattiveria o debolezza, e le ha trasformate in un film che è una sequenza di scene di magia e di gioco a colori sgargianti. E poi ricordo i momenti in cui tiravo i pugni al muro, in cui i miei occhi erano vuoti e cercavo in me un senso, senza trovarlo, e mi sentivo come se avessi perso qualcosa di importante per la strada e non sapessi nemmeno cosa. Lacerante. E poi la grande massa di giorni grigi e indimenticabili, di cui conosco l’esistenza, ma di cui la memoria non si cura. Un blocco di tempo enorme, che mi guarda con disprezzo come se gli avessi fatto un torto immane. Ho sempre vissuto sul ciglio della vita. Un frenetico flusso mi passava davanti e io non ho mai avuto la forza di buttarmi e di farmi trasportare e fondermi con esso. Ogni tanto il flusso mi ha preso la mano con gentilezza e per un po’, per un mese, per un anno o per un minuto io ho sentito che c’ero, che ero lì, che ero in vita. Ora passo da momenti in cui mi sento addosso un inebriante potere di fare le cose con successo, a momenti in cui semplicemente lascio che la mia mente si dissolva nell’oceano dell’intrattenimento incessante a cui lo sottopongo. Poi non è che stia male in generale, eh. Tra uscite, stronzate, scherzi telefonici, Cerbero poadcast le giornate passano con piacere. Ma c’è un desiderio forte dentro di me, che è quello di espandermi, di fare, di agire, di crescere, che si scontra col mio bisogno altrettanto forte di mantenermi nel conforto, nella sicurezza, nella pace, nella tranquillità. Io ho una paura tremenda di sbagliare e questa cosa mi uccide.
Buonanotte.
 
G.S.10:20 pm 
Bhe che dire!!!
In realtà avrei tanti di quei pensieri che fanno sentire la loro voce che non basterebbe un solo messaggio... molti studenti dicono liberamente che non manca loro la scuola, ma io sono sicura che pensino la scuola come stress, libri, interi pomeriggi passati a piangere, crisi, compiti, professori, studio; ma ci siamo dimenticati che la scuola, oltre ad avere una funzione educativa, ha anche una funzione sociale: la scuola è anche, correre per i corridoi (anche se veniamo sgridati 😂), aiutarsi a vicenda per una verifica, vestirsi bene perché chissà se ci sarà un bel ragazzo su cui fare colpo, abbracciare un amico per fargli coraggio perché sa che verrà interrogato nell'ora successiva.... lo potremmo fare non appena finisce tutto questo... vorrei che restassimo tutti a casa, vorrei che facessimo un ultimo sforzo, anche se è difficile lo so, ma se chiudessimo anche per poco le scuole, tutte le attività umane in generale, secondo me si abbasserebbero i casi, così potremmo presto far ripartire tutto.... questo è stato uno dei miei pensieri su questo periodo, alcune opzioni su cosa potremmo fare e cosa no, ah e un'altra cosa, mi stavo dimenticando che vorrei abbassare le ore scolastiche in dad perché siamo a casa e non a scuola, è molto più difficile comprendere in dad che a scuola, perciò se ci fossero piccoli cambiamenti sull'orario sarei veramente molto grata, questo sarebbe un sogno, magari cominciare la scuola alle 8:30 anziché alle 8.... alcuni docenti non rispettano la pausa a cui abbiamo diritto noi studenti, alcune volte mi chiedo: "cavolo perché doveva capitare proprio a noi?!".... è molto, molto stressante questo periodo, ma soprattutto se continuiamo a fare così non ce ne usciremo più... perciò preferirei fare qualche sacrificio una volta per tutte.... ho fatto quello che mi è stato detto di fare, fare urlare i miei pensieri non farli tacere ehm, penso proprio di averlo fatto... buona domenica e speriamo di rivederci presto....
 

 

La Scuola di DOMANI:

“uscita dalla pandemia, con le speranze appannate e i sogni sbiaditi per la mancanza di sole e di orizzonte.

 

Che ne sarà di lei?”

Sarà bella e sarà vostra, carissimi studenti e carissime studentesse, che, senza saperlo, la state già TRASFORMANDO.

Voi, nati a cavallo del Terzo Millennio, pronti a deviare la rotta del futuro per evitare la deriva o lo schianto. Siete i nostri studenti: aperti, giramondo, poliglotti, creativi, multimediali e multiculturali, di ogni origine e credo, nativi digitali, figli del mondo, attenti all’ambiente, sedotti dall’immaginazione, ma cacciatori di autenticità, capaci di “sognare” con ambizione.

Voi, studenti e studentesse flessibili per indole e per necessità, più interessati ad inseguire le passioni che il successo, più sensibili ai diritti che al profitto, iperattivi, smartphone addicted, poco propensi alla concentrazione, ma multitasking e fantasiosi.

Il nostro futuro è già il vostro presente.

Quello che noi intravediamo voi lo state assaporando. Con il vizio di non sapere aspettare: “tutto e subito, senza compromessi”. È il vostro limite e la vostra forza.

Ed ora… voglio ancora pensare che tutti voi siete ancora in tempo per evitare di rammaricarvi di non aver fatto l’unica cosa possibile in questo tempo fermo: un viaggio dentro di voi, nei fondali che non avreste mai pensato di esplorare.

Allora coraggio, ragazzi, un bel respiro e giù. Senza paura.

 

La vostra Dirigente

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